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INTRODUZIONE La storia della Congregazione dell’Oratorio di S. Filippo Neri detta dei “Padri della Pace” si divide esattamente i tre periodi, dei quali viene data la suddivisione cronologica: 1° periodo – Le primordiali origini eremitiche (1539 – 1550) e la trasformazione in Congregazione diocesana di Preti Riformati detti della Pace (1550-1598). 2° periodo – La Congregazione filippina dell’Oratorio e il suo sviluppo (1619 – 1797). A questo proposito va precisato che, a differenza di alcuni studiosi che fanno risalire al 1619 il suo travaso nell’Istituto di S. Filippo Neri, in realtà la Cong.ne di Brescia ebbe il breve di riconoscimento “ad instrar” da Papa Clemente VIII il 17 marzo 1598. L’anno1619 va inteso come accettazione delle Regole della Vallicella in Roma anche da parte dei Padri di Brescia. Infatti molte statistiche che si riferiscono alla fondazione delle Congregazioni dell’Oratorio riportano per Brescia la data del 1598. 3° periodo – La soppressione giacobina (1897 – 1822) e sua successiva restaurazione e ripristino (dal 1823 in poi).
FONTI ARCHIVISTICHE E BIBLIOGRAFICHELe fonti archivistiche e bibliografiche edite ed inedite per la ricostruzione della storia della Congregazione sono:
Perché è necessario dare queste indicazioni? Prima di tutto perché l’archivio della Pace, come quello di molti ordini religiosi a Brescia, è stato sottoposto alla soppressione, per cui molti atti sono stati asportati dalla loro sede naturale o sono andati dispersi in vari depositi, alcuni noti altri ancora oggi sconosciuti. In questi anni è stato fatto un lungo e certosino lavoro di ricerca per individuare altri archivi contenenti carte o documenti che riguardano la Pace. Nell’archivio della Congregazione vennero lasciati tutti gli atti, i documenti, i codici, i carteggi ecc… che riguardavano strettamente la storia della Congregazione, le memorie biografiche dei suoi religiosi, le lettere scambiate fra persone e Istituti riguardanti la vita spirituale e i rapporti della Casa filippina di Brescia con le altre case esistenti in Italia e all’estero. Questo fondo, che doveva essere assai cospicuo, nonostante la soppressione del 1797, subì purtroppo un incendio il 14 gennaio 1864 nel quale, oltre a molti libri a stampa, andarono consumate molte carte, lettere e documenti. Fra queste memorie fu in parte distrutta dal fuoco anche la “Storia della Congregazione” del P. Tommaso Grossi (1725 +) che con profonda critica, nuove indagini documentarie e stile brillante aveva rifatto in modo più sicuro le precedenti opere del P. Maurizio Luzzari e del P. Gio: Batta Saraceno. Dopo questo incendio che sembrava aver vanificato le memorie storiche, il giovane Padre Giuseppe Zigliani, su incitazione dell’Abate Don Antonio Lodrini, raccolse con cura le carte rimaste, le trascrisse e le pubblicò con l’intestazione “Zigliani – memorie”. In realtà l’opera fu stampata in pochi esemplari ma non pubblicata perché il P. Zigliani, di ritorno da Roma, purtroppo morì il 5 marzo 1893. Solo il sottoscritto, in anni recenti, raccolse i fascicoli rimasti e li fece rilegare. L’Archivio di Stato di Brescia ebbe una parte dell’archivio economico della Congregazione soppressa. L’archivio infatti conserva 3 Mazzi di atti vari di carattere economico, istrumenti e scritture per diritti e questioni di acque e di fondi, testamenti, codicilli, compravendite, censi, usufrutti, precari ecc… raccolti in 19 volumi con un grosso volume di Repertorio compilato nel 1741, con indice onomastico di tutti i testamenti a favore della Congregazione. La Biblioteca Queriniana ebbe tutto il fondo bibliografico ed archivistico della Pace fin dal 1797: i libri e i codici furono subito incorporati e schedati nei vari fondi della biblioteca. Di questa famosa biblioteca della Pace rimane il ricordo in un importante manoscritto ad opera del P. Sebastiano Maggi (v. G/62). L’archivio di Stato di Milano contiene carte e documenti relativi ai rapporti con il governo nel periodo della soppressione. Sono circa 10 cartelle di atti vari. L’archivio di Stato di Venezia contiene carte e documenti sui rapporti fra la Congregazione e il Governo della Repubblica Serenissima, in parte citati anche nell’archivio della Congregazione. L’archivio diocesano conserva in parte del materiale relativo alla Visita Apostolica di S. Carlo Borromeo alla diocesi di Brescia e gli atti relativi del Visitatore presso la Congregazione della Pace quando ancora risiedeva in Contrada di Breda, ora Via Callegari, dove i Padri avevano la Casa e la chiesa della Purità di Maria. L’archivio storico e civico, che ora è depositato presso l’archivio di Stato di Brescia, possiede altro materiale inerente i rapporto fra la Congregazione e la Città di Brescia. E’ un documento ancora da esplorare. Da ultimo ma non meno importante è il Fondo Guerrini presso la Biblioteca Queriniana, in parte inventariato, e che forse copre alcune segnature dell’archivio della Congregazione ora prive di documenti.. Naturalmente altri fondi più o meno consistenti possono trovarsi anche in altri archivi, in particolare quelli delle Congregazioni filippine ancora esistenti e che ebbero rapporti con quella di Brescia persino in Spagna, Portogallo e a Lima in Perù. Questo è un panorama, certamente non definitivo, dei vari luoghi dove è possibile ricercare documenti della Congregazione filippina di Brescia. Non è improbabile che altri ne emergano in futuro come, del resto, è avvenuto in questi anni in cui mi sono occupato dell’archivio della Congregazione dell’Oratorio di Brescia, più nota ai bresciani come “Padri della Pace” Ruggeri Carissimo
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