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Biblioteca Card. Bevilacqua

“Per verbum ad Verbum”

 

    L’avvio della biblioteca dei Padri della Pace si può far risalire ai primi anni del XVII sec., anche se una traccia, 
    sia pure imprecisa ed incompleta si trova in un verbale fin dal 1573.
    A quella data il P. Cabrino da Alfianello, fondatore dei Padri della Pace, è già morto ed è superiore (o Rettore) 
    della comunità il P. Francesco Landino da Bibbiena (1530 ? – 1607) suo figlio spirituale.
    In uno dei primi decreti dei “Padri Riformati della Pace” (così allora si chiamavano) troviamo scritto: “…Tutti i libri si
    metteranno in comune e si terranno in camera solo quelli che il Padre (cioè il Superiore) consentirà”.
    Come si può vedere questo primo atto sancisce in modo inequivocabile la nascita di una biblioteca comune dei Padri
     della Congregazione. 
    Tuttavia non appare ancora, a questa data, la figura del “Bibliotecario”: essa diventerà stabile solo dal 1622.
    La cosa è spiegabile col fatto che i Padri dellaPace nel 1619 accettarono “pro virtutibus” le Regole della Congregazione
    dell’Oratorio di S. Filippo Neri, anche se la Congregazione dei Padri della Pace era già stata riconosciuta con Breve 
    di Papa Clemente VIII sin dal 1598 “ad instar” di quella di Roma.
    Se si vuole ricostruire, sia pure per sommi capi, la storia dell’antica Biblioteca dei Padri della Pace dobbiamo 
    affidarci a un prezioso manoscritto (G/62) presente nelle carte d’archivio.
    Il manoscritto è opera del P. Sebastiano Maggi (1764– 1833), che lo intitolò “Breve memoria su l’utilità in ogni
     casa religiosa della comune  libreria”.
    In questo saggio il P. Sebastiano dedica una parte del suo testo alla  “Breve istoria dell’antica Libreria della 
    Congregazione”. Sappiamo che l’antica libreria dei Padri della Pace, che era una delle più cospicue della città, 
    venne incamerata nel periodo napoleonico e trasportata poi nella Biblioteca Civica Queriniana che ne fu così 
    arricchita in modo considerevole.
    Dell’antica libreria doveva esistere un “magnifico catalogo” opera del fratel laico Gio:Batta Corsino, che aveva 
    studiato all’Università di Padova ed era poi entrato in Congregazione nel 1696.
    Purtroppo di questo catalogo, che ci avrebbe consentito di ricostruire pienamente la consistenza dell’antica libreria, 
    si sono perse le tracce.
    Sappiamo però dai lasciti testamentari che oltre ai libri acquistati dai Padri nel corso del XVII e XVIII secolo 
    confluirono alla Pace le biblioteche importanti del Sac. Bernardino Faino, con molti manoscritti, e la biblioteca 
    del Can. Gagliardi, della quale esiste memoria della cessione ed elenco manoscritto.
    La soppressione della Congregazione dei Padri della Pace avvenne nell’Ottobre del 1797 e tutti libri, che si 
    trovavano nelle due biblioteche furono trasportati con dei carri nella biblioteca Queriniana. 
    Ed il P. Sebastiano Maggi, che era stato bibliotecario fino alla soppressione e conosceva il pregio dei libri  in essa
    contenuti, scrive al termine della sua storia queste amare riflessioni: “…Così periscono in un momento, per 
    la permissione di Dio, tante spese e fatiche fatte fa molti per più di un secolo e mezzo. E così periscono molte
     opere esterne anche buone degli uomini. Non v’ha che la virtù, che ci dura sempre, e nessuno può rapircela.
    Rallegriamoci adunque, poiché (quando non ci manchino i libri necessari e più utili) possiamo e dobbiamo
     procurare di avere beni più stabili e preziosi di tutti quanti i libri più rari, cioè l’amore alla nostra vocazione, 
    la carità, l’umiltà, ed il sincero e puro zelo della gloria di Dio”.
    Il manoscritto del P. Sebastiano Maggi è stato letto a tutti i Padri della ricostituita Congregazione nel giugno del
     1830,  in occasione della riapertura della biblioteca della Pace.
    In essa affluirono molti libri dei Padri Sebastiano e Vincenzo Maggi;  altri ne vennero acquistati nel corso del XX
    secolo.
    Tuttavia non si riuscì a fare una nuova collocazione e un inventario.
    Questo, con l’aiuto dei nuovi mezzi informatici, è stato possibile nei due anni appena trascorsi nei quali si è 
    provveduto a riordinare gli scaffali, accorpando con l’occasione la consistente biblioteca del defunto P. Carlo 
    Mons. Manziana, e a numerare (o rinumerare) tutti i volumi separando quelli doppi e quelli non strettamente pertinenti.
    Oltre ai quasi 20.000 libri di cui all’inventario seguente, sono catalogate su inventario separato anche 365 testate
    di pubblicazioni periodiche in lingua italiana, latina, francese, tedesca o lingua mista, per totali 200 metri lineari di 
    piani di scaffali, di cui la Congregazione ha sottoscritto gli abbonamenti nel corso degli anni dal 1830 ai giorni nostri 
    per alcune, in periodi più ristretti per altre, oppure che sono state donate.
      

 

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